La proprietà non è più un furto

Quando osservo i bambini, sento che lo prima cosa che esprimono è lo volontà di appropriazione, dicono subito “no” e “è mio”; il rifiuto e il possesso per poter appoggiare su qualcosa lo loro identità. Credo che il senso della proprietà nasca dai problemi del territorio; anche gli animali hanno dei legami molto forti con alcuni oggetti. In un certo senso il denaro è Dio: è il Deus ex machina della nostra esistenza storica, per questo merita di essere conservato in luoghi (le banche) che somigliano un pò alle chiese

 

Elio Petri
dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano”

Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro
Fotografia: Luigi Kuveiller
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Musica: Ennio Morricone
Interpreti: Ugo Tognazzi, Flavio Bucci, Daria Nicolodi, Orazio Orlando, Salvo Randone
Produzione: Claudio Mancioi per la Quasar Films Company

Total, giovane impiegato di banca, odia profondamente il denaro e chi ne possiede. Convinto che la ricchezza sia il frutto di illeciti a danno del prossimo, si rifiuta persino di toccare le banconote a mani nude. Quando conosce un volgare macellaio, lo assume come simbolo da punire per migliorare la società. Lo deruba progressivamente del coltello, dei gioielli, dell’automobile, infine dell’amante. Ma pagherà con lo vita.

          

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