La classe operaia va in paradiso

Jean-Marie Straub, al festival di Porretta Terme, parlando della “Classe operaia”, disse che film così vanno bruciati. lo raccontai quella che era lo storia di tutti, di come in questa società non si possa vivere che nell’alienazione. Il rapporto del tempo esistenziale con quello produttivo, in un operaio, è evidentemente il lato più drammatico della sua giornata, e io mi occupai sopratutto di quello

Elio Petri
dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano”

La scansione ritmica, cioè la divisione del tempo, la sua misura, sono cose di cui non mi accorgo quando compongo. Nella Classe operaia è diventata una marcia, con riferimento al film precedente. Forse la marcia degli operai, le loro rivendicazioni, il ritmo del lavoro (per il quale ho utilizzato uno strumento elettronico che imitava la pressa) …Tutto questo ha contribuito alla decisione di scegliere per il film una marcia

Ennio Morricone
dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano”

Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro
Fotografia: Luigi Kuveiller
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Musica: Ennio Morricone
Interpreti: Gian Maria Volontè, Mariangela Melato, Mietta Albertini, Salvo Randone, Flavio Bucci, Luigi Diberti
Produttore: Ugo Tucci per la Euro International Film

Lulù è un operaio metalmeccanico, imbattibile nella produzione a cottimo, benvoluto dal Padrone e osteggiato dai compagni e dai sindacati. Quando perde un dito alla catena di montaggio cambia atteggiamento nei confronti della fabbrica, sostiene lo sciopero ad oltranza e viene licenziato in tronco. Saranno i sindacati, avversari di un tempo, a ottenere la sua riassunzione. Finirà di nuovo alla catena di montaggio, ai confini della follia.