Todo modo

Nell’ultimo periodo della mia vita, io ho fatto film sgradevoli. Sì, film sgradevoli in una società che ormai chiede la gradevolezza a tutto, persino all’impegno: se l’impegno è gradevole, e quindi non dà fastidio a nessuno, lo accetta. Altrimenti no. I miei film, al contrario, oltrepassano addirittura il segno della sgradevolezza. In Todo Modo ce n’è decisamente tanta, e anche un grande pessimismo.

Scelsi di fare Todo Modo per la scena del Rosario.
I convenuti a Zafer, uomini politici, finanzieri, uomini di potere cattolici, venuti lì, apparentemente per sottoporsi ad Esercizi Spirituali, in realtà per continuare, nella coazione fisica di quel luogo, i loro traffici, sono obbligati dal prete che dirige l’albergo, Don Gaetano, a dire tutti in gruppo il Rosario.

 

Elio Petri
dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano”

Sceneggiatura: Elio Petri
Fotografia: Luigi Kuveiller
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Musica: Ennio Morricone
Interpreti: Gian Maria Volonté, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato, Renato Salvatori, Ciccio Ingrassia, Franco Citti
Produttore: Daniele Senatore per la Cinevera

Mentre ovunque infuria un’epidemia mortale, i notabili di un partito cattolico che detiene il potere da decenni si riuniscono nel convento del gesuita Don Gaetano per un periodo di esercizi spirituali. In realtà trattano una nuova spartizione del potere, mentre misteriosi delitti e furti avvelenano l’atmosfera del microcosmo sotterraneo. Solo l’uomo che tutti chiamano “il presidente” ne uscirà vivo, ma si farà uccidere dal proprio segretario.