Roma ore 11

di
Elio Petri
Con
Manuela Mandracchia
Alvia Reale
Sandra Toffolatti
Mariàngeles Torres

Signorina giovane intelligente volenterosissima attiva conoscenza dattilografia miti pretese per primo impiego cercasi. Presentarsi in via Savoia 31, interno 5, lunedì ore 10-11″. Questo trafiletto apparve nella pagina degli annunci economici de “Il Messaggero”, domenica 14 gennaio 1951. Lo stesso giornale, quarantotto ore dopo, pubblicava in prima pagina: “Una terribile disgrazia è accaduta ieri mattina nell’interno di un villino di via Savoia, dove settantasette giovani donne sono rimaste ferite in modo più o meno grave ed una è deceduta per l’improvviso crollo dell’intera scala dello stabile.

Così inizia il libro ricavato dall’inchiesta che Elio Petri, allora giovanissimo giornalista al primo lavoro per il cinema condusse per conto del regista Giuseppe De Santis. Il fatto che duecento candidate si fossero presentate per un solo posto mal pagato era “un dito puntato sulla piaga della disoccupazione”. Fu questo uno dei motivi che indusse De Santis a fare un film sulla disgrazia di via Savoia.
Petri condusse l’inchiesta in modo organico, capillare: ragazza per ragazza rintracciò le loro storie, le loro famiglie, gli ambienti, registrò le espressioni dei volti, sondò i sogni e le attese, decifrò le idee di giustizia ed ingiustizia, ricostruì l’immagine di quel mondo. Più di un’inchiesta l’indagine di Petri divenne una denuncia delle miserie, della disperazione, delle prepotenze anche sessuali subite dalle ragazze.

IL TESTO

Pur non essendo un testo scritto per il teatro, Petri tratteggia dei personaggi vivi e concreti, pronti per essere recitati.
Le giovani donne, le loro famiglie, i portieri dei palazzi e l’umanità che incontra ci restituiscono una ricchezza e una diversità di psicologie, un linguaggio vivo e fiorito, per niente letterario. E

nonostante parlino di miseria e di guerra appena passata, la forza vitale di questi personaggi e la leggerezza con cui vengono raccontati, fanno sì che spesso ci si sorprenda a ridere insieme a loro. E’ un’Italia lontana e ingenua, che parla di come erano i nostri padri e le nostre madri, eppure sorprendentemente racconta anche l’Italia di oggi con le sue miserie, i suoi piccoli sogni, i suoi grandi problemi di lavoro.

IL PROGETTO

La spinta iniziale che ci ha fatte incontrare è stata la voglia condivisa di trovare un luogo e un tempo per “fare un teatro” che ci appartenesse di più.
Lo spazio ce l’ha prestato la signora Lidia. E’ un vecchio magazzino che sta al ghetto e fino allo scorso anno ospitava la falegnameria ” ditta Pavoncello”. E così abbiamo avuto una sala prove.
All’inizio abbiamo fatto i conti con il vuoto, con la banalità, con la paura e la pigrizia. Ci siamo trovate per la prima volta a fare una regia, ad avere la responsabilità di cosa portare in scena e di come farlo. E tutto questo insieme: quattro attrici che si confrontano, che si parlano, che litigano, con la volontà di fare davvero un lavoro in comune, senza un “capo”. Tutte cose non facili. E mentre cercavamo testi teatrali che parlassero di un femminile diverso dai soliti ruoli madre-amante-moglie ci siamo imbattute in “Roma ore 11″. Appassionandoci a quel mondo e a quelle storie, quasi per scoprire cosa fosse successo nel frattempo, come e quanto fossimo cambiati, ci è venuta la curiosità di tornare nei quartieri di Roma e di parlare con le ragazze che oggi hanno vent’anni: quali sono le loro aspettative sul lavoro, i loro sogni, le loro paure? Sorprendentemente le loro risposte non sono state così diverse e lontane da quelle delle ragazze di via Savoia. In quei giorni del ’51, tra l’altro, Roma era una città in stato d’assedio. Si aspettava l’arrivo di Eisenhower per cementare l’adesione italiana al Patto Atlantico che avrebbe anche significato l’ingresso in guerra contro la Corea. Le strade della città erano piene di

polizia e manifestanti che inneggiavano alla pace.
Inoltre fondamentale è stato l’incontro con Giovanna, una delle “vere” ragazze di via Savoia, che con la sua generosa testimonianza e la sua straordinaria umanità ci ha permesso di entrare più profondamente in quel mondo restituendoci anche il senso ultimo e vivo del nostro lavoro.
Così “Roma ore 11″ è diventato un progetto.
E la prima tappa di un lungo lavoro.

LO SPETTACOLO

In un allestimento scenografico semplice ed essenziale e con l’aiuto di canti popolari e proiezioni video, le attrici assumono di volta in volta tutti i ruoli del testo compreso il personaggio autore-narratore Elio Petri. Tale semplicità permette allo spettacolo di adattarsi facilmente a spazi scenici anche non convenzionali.

Il nostro interesse è anche quello di valorizzare con un serio lavoro d’attore le parole e le riflessioni di un grande regista del nostro cinema migliore che pare essere già dimenticato.

Con questo libro Elio Petri ha prodotto una scrittura ricca e potente e che ci piace condividere con il pubblico.

Manuela Mandracchia

Alvia Reale

Sandra Toffollatti

Mariàngeles Torres

Libretto della stagione 2007-2008 presso il Teatro Eliseo di Roma