L’assassino

Avevo fatto “Giorni d’amore” con Giuseppe de Santis e c’era Elio Petri che era suo assistente e aveva fatto delle sceneggiature. Simpatizzammo subito.
Un giorno Elio mi portò questo copione che io trovai intelligente e diverso e gli dissi che senz’altro avremmo fatto il film.
“L’assassino” era un film delizioso. Ne ho trovato un manifesto ad Hollywood in casa di Martin Scorsese che ha tutte le stanze piene di manifesti di film italiani e questo mi riempì di commozione e orgoglio.


Marcello Mastroianni
dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano”

 

 

Elio Petri ed io imprimemmo al film tutto un ritmo diverso da quello solito e adottammo una tecnica totalmente nuova per montare “L’assassino”, proprio mentre Godard faceva altrettanto con “Fino all’ultimo respiro”.
Però noi non avevamo visto il suo film.


Ruggero Mastroianni
dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano”

Sceneggiatura: Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Tonino Guerra, Elio Petri.
Fotografia: Carlo di Palma
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Musica: Piero Piccioni
Interpreti: Marcello Mastroianni, Micheline Presle, Salvo Randone
Produzione: Franco Cristaldi per Titanus

Il primo film di Petri è un giallo kafkiano che mostra il grande Marcello Mastroianni nelle vesti di un elegante antiquario romano accusato dell’omicidio della sua amante (Micheline Presle). Costruito con parecchi flashbacks, il film descrive minuziosamente il gioco investigativo del gatto e del topo tra l’indiziato e l’ambiguamente abile ispettore di polizia (Salvo Randone). Petri rende questo giallo antirealista con un’atmosfera molto convincente di claustrofobia, corruzione, dubbio morale e paura. Se il protagonista é innocente di omicidio e meno, egli é nelle parole di Petri “colpevole di disumanità”.

        

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