A ciascuno il suo


Avevo letto il libro di Sciascia A Ciascuno il suo. La molla scattò di qui, perché in quelle pagine era descritto in modo lucidissimo il mondo politico meridionale, le forze e la posta in gioco, i rapporti Chiesa-DC. Anche il ruolo dell’intellettuale, frustrato, castrato. Mi interessava anche che l’assassino finisse per essere il vincitore, perché era all’interno della classe dirigente.Un’ottica nuova, in questo, per allora. Se ho usato molto lo zoom fu perché lo girai in fretta.

Ma lo feci anche apposta perché volevo che nella Sicilia si individuasse un sud molto più vasto, senza confini, un sud che era quello di molti altri paesi. Il centro di interesse non era la mafia.

Nel film ho anche cercato di proporre un’equivalenza tra immaturità umana o politica ed immaturità sessuale, un tema costante nei miei film.

Elio Petri

dal libro “L’avventurosa storia del cinema italiano”

 

Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro

Fotografia:Luigi Kuveiller

Montaggio: Ruggero Mastroianni

Musica:Luis Enrique Bacalov

Interpreti:Gian Maria Volontè, Irene Papas, Gabriele Ferzetti, Mario Scaccia, Luigi Pistilli, Salvo Randone

Onesto laureato di provincia, intellettuale di sinistra, scopre il mandante di un duplice delitto in Sicilia. Si confida con l’amante segreta del mandante e viene eliminato. Uno dei primi film italiani sulla mafia ed il primo dei quattro film di G.M. Volonté tratti da Leonardo Sciascia. Nastro d’argento (1968) per la migliore regia e per il migliore attore protagonista (Gian Maria Volonté) e non protagonista (Gabriele Ferzetti).